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Ho un pensiero in questi giorni e vorrei condividerlo con qualcuno. Forse questo spazio scritto sul notiziario parrocchiale potrà servirmi per diminuire quel senso di disagio che provo da tempo, ma che in questi giorni, vicini al Natale, diventa sempre più forte. Ormai mi sono costruita una famiglia, piena di difficoltà, ma anche di gioie, soddisfazioni. Una famiglia vera, dove non si nasconde nulla e che davanti alla nascita del Bambino Gesù sente forte la speranza per un futuro migliore. Ma in tutto questo sento troppo lontana la mia famiglia di origine. Non è una distanza fisica, lo è nel cuore. Non salutano quando ti incontrano, sembrano quasi sentirsi superiori davanti alle tue difficoltà perché a loro la cosa non li tocca. Certo, la sicurezza economica è una bella cosa, ma anziché ringraziare ogni giorno il Buon Dio, sono sempre pronte a puntare il dito...Sarebbe bello che ognuno, uscendo da Messa, portasse con sé l’ l’insegnamento che Gesù vuole trasmetterci:amare e perdonare. Non criticare e giudicare! A volte mi sento sola nella normale quotidianità, fatta di corse per il lavoro e i conti da pagare. Vorrei far capire loro che anche questa può essere vita, che bisogna accettarsi per quello che si è veramente e non per quello che si vuole far credere agli altri. Le apparenze, lo stato sociale, il colore della pelle. Vorrei che svanissero davanti a quella culla… Gesù ha scelto di nascere in una misera stalla, vestito di povere vesti. Mi chiedo" E’ questo il vero spirito della famiglia”? Sarebbe bello che la nascita del Signore fosse per tutti un seme nascosto dalla neve. Il freddo, il gelo dei nostri cuori deve svanire al calore del suo amore. Senza essere presuntuosa, ma rispettosa del mio essere una madre in una famiglia cristiana, vorrei che mi fosse più vicina chi mi ricorda di più la mia famiglia indimenticata Un augurio dal profondo del cuore di un sereno e lieto Natale. Lettera firmata:
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