Maggio 2009
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Spazio Famiglia

 

L’anno scolastico sta per concludersi.

         Fra difficoltà oggettive e altre di natura personale, la nostra famiglia si appresta a vivere finalmente il tempo della vacanza.  Quanti di noi ormai fanno coincidere l’anno solare con quello scolastico, in una sorta di fusione totale con la vita dei nostri figli.

  Ma prima di ogni bilancio o previsione ci si chiede  se siamo riusciti a trasmettere loro  gli insegnamenti di Cristo, attraverso la sua Parola. Se abbiamo veramente dato adempimento a quell’incarico che ci venne dato il giorno del Battesimo.

  Purtroppo quest’ultima domanda è quella che merita più attenzione, perché la famiglia cristiana all’interno della società trova non poche difficoltà. Tutto il mondo che gira attorno ai nostri figli è sostanzialmente privo di ogni spessore spirituale. Loro sono i primi a percepirlo, noi dobbiamo solo essere delle buone guide.

Quante volte abbiamo dovuto rinunciare a gite o passeggiate con amici, perché nostro figlio era di turno come chierichetto.

   Ma  insegnare ai nostri figli lo spirito di sacrificio, la costanza negli impegni, pensiamo che sia una delle cose più giuste da imporre ad un figlio. Dare onore agli impegni presi oggi non è una cosa così scontata, anche sul lavoro spesso cancellano gli appuntamenti con una leggerezza esasperante, incuranti di un disagio altrui. Ma anche questo vuole essere cristiano, ammettere la forza di lottare per un valore, una Fede che ci dà coraggio.

  Quante volte si voleva restare a casa, anziché andare a parlare a 30 bambini stanchi, della vita di Gesù  e poi tornare a casa felici, perché vedevi nei loro occhi la gioia di sentirsi dire che Lui li ama da sempre, che li accoglie nel perdono, che si mette nelle loro mani con l’Eucarestia, come un amico si affida nella fiducia.

  Quante volte avremmo voluto dire di no a riunioni, pranzi comunitari, ritiri spirituali per poi tornare a casa con la consapevolezza che anche questa volta Gesù si è manifestato a tutti nel l’essere una Comunità parrocchiale, piena di incoerenze e difficoltà ma viva. Perché ben se dica, in ogni famiglia che visitiamo si coglie in ognuno una fiammella. Quello Spirito Santo che ognuno di noi ha ricevuto nel Battesimo, ma che talvolta di occulta nei nostri vizi, nella pigrizia di una vita passiva ma senza problemi. Per poi rinvigorire davanti al dolore ,quando solo la Fede ti può dare forza, o davanti alla gioia di un nuovo figlio, amore manifesto della potenza di Dio.

Questa per noi è famiglia.

  Vivere ogni giorno con uguale intensità accontentandosi di quando in questo momento Dio ha voluto donarci.

  Lottare e fare fatica contro gli egoismi altrui, rinunciando è vero, ma sicuramente guadagnando una libertà spirituale che non ha prezzo.

  Cerchiamo di essere testimoni per i nostri figli della nostra disponibilità in parrocchia per fare capre loro che essere cristiani vuol dire gioia di vivere, disponibilità gratuita,  condivisione.   Nella stanchezza di mille impegni, ritroviamo con la preghiera l’entusiasmo che ci ha fatti scegliere e di conseguenza sposare. Non per avere una famiglia da mostrare, ma una famiglia da donare agli altri nel suo meraviglioso e immortale insegnamento.

Lettera firmata