Parola alle Famiglie
Su Dicembre 08 Febbraio 09 Maggio 2009

 

Spazio famiglie

 

E’ possibile inviare il testo in forma digitale al Don o al sito:

dongio.g@alice.it

 

parrocchiabuguggiate@libero.it

 

 

Spazio Famiglia

Per essere in sintonia con il nostro cardinale che ci propone un anno pastorale sulla missionarietà della famiglia, chiamata ad essere anima del mondo, vorremmo proporre questo piccolo, ma pensiamo, significativo segno.Ad ogni numero de “In Dialogo” lasciare una pagina che intitoleremo “Spazio famiglia” dove le famiglie della nostra comunità che hanno qualcosa da dire alla comunità stessa possano far sentire la loro voce.

Invitiamo quindi a mandare i vostri scritti all’indirizzo di posta elettronica della parrocchia perché il nostro bollettino parrocchiale diventi anche la vostra voce.

Inauguriamo questa pagina con la traccia dell’omelia di don Franco Pozzi in occasione della festa della sacra famiglia del Gennaio 2000.

 

La famiglia, luogo dello stupore

Come è importante questa celebrazione, che si esprime come uno sguardo attento e delicato verso tutte le nostre situazioni familiari. E c'e bisogno di questo, perche frequentemente gli sguardi rivolti alla famiglia sono di severa denuncia, oppure scandaliz­zati, facilmente qualunquistici.

E la famiglia, sempre momento fondamentale della vita delle persone e della società, finisce per soffrire della disattenzione di uno stato sociale che la penalizza con discorsi cosi lontani dall'essere utili e costruttivi. Qual’è questo sguardo? Tocca due aspetti che sono momenti indispensabili per la vita familiare. Ascoltiamo con libertà interiore ciò che la Parola di Dio ci presenta. Potrebbe sembrare, a prima vista, una visione idilliaca; poi si rivelerà concreta e preziosa.

1. Leggendo le pagine di Luca, e ricordando le altre che si rife­riscono all'infanzia di Gesù a Nazareth, ci si accorge che la vita di questa famiglia sembra scandita da appuntamenti religiosi, che non corrispondono ad abitudine o tradizione, ma ad un profondo riferimento a Dio. Che cosa dice questo? Che la vita ha una duplice immersione:

- nel mondo concreto e visibile della quotidianità, con i suoi problemi e impegni;

- ma anche nel mondo della contemplazione, nel mondo inte­riore: essere in dialogo, cioè, anche con se stessi, con la vita, per capirne il senso. C'e spazio per questo nelle nostre case? Nelle nostre case c'e un momento anche per la preghiera? E’una domanda impertinente? Il riferimento a Dio è solo dei ragazzi, perchè sono battezzati e devono crescere cristiani, o anche dei genitori? Chi li ha battezzati? Oserei chiedere anche, spetta alle sole madri o anche ai padri? La vita familiare ha bisogno di questi spazi, se vuole sottrarsi all'appiattimento della quotidianità; se vuole esprimere una bel­lezza un'armonia, che non si conquistano solo con il benessere.

2. Un altro segno: in questa famiglia si avverte lo stile dello stupore di fronte al mistero di ciò che accade, al mistero delle persone e quindi lo stile dell'interrogarsi, del cercare di cono­scere e di capire.

- Gesù nel tempio: "ascoltava e interrogava".

- Giuseppe e Maria interrogano la situazione angosciosa che vivono: "Perche ci hai fatti cosi?".

- Maria "serbava queste cose nel cuore".

In ogni persona c'e un mistero profondo e insondabile:

- nell'amarsi a lungo si scoprono aspetti nuovi e diversi, sor­prendenti;

- nel guardare i figli si intravedono aspetti a volte inimmagi­nabili, realtà diverse da quelle che noi diciamo di loro.

- i figli in particolare è giusto che ad un certo punto organizzi­no la loro vita in direzioni non necessariamente intese dai geni­tori, ma corrispondenti alla loro vocazione. In mezzo a noi c'e questo spazio per conoscersi, riscoprendo le nostre vere identità e ricchezze interiori, senza cedere alle mode dell' etichetta su cui la società spesso inquadra le persone? C’è questo dinamismo di crescita nelle coppie?

C’è questo impegno dai genitori verso i figli?

Riferimenti biblici: Sir: 3,2-6.12-14; Col. 3,12-21; Lc. 2,41-52 

Riferimento liturgico: Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.